Si accomodi pure, Sentinella!

di ilcorsarobianco

fr

Se c’è una cosa che del movimento delle Sentinelle mi dà fastidio è la presenza dei libri. Il libro, in quanto oggetto, in quanto veicolo di senso, non può essere strumentalizzato in senso conservatore e reazionario, perché così facendo si ignora la natura profonda dell’oggetto, la sua funzione di faticosa e quotidiana apertura culturale, di arricchimento del senso comune; la presenza dei libri nelle piazze italiane il 5 ottobre, nelle mani delle Sentinelle, erano la nota stonata, la voce fuori dal coro, la macchia su un tessuto lindo.

In generale, lo stare in piedi tempra la struttura muscolare della colonna vertebrale molto più che stare seduti, e leggere in piedi è un ottimo rimedio a quel gravissimo male che afflige da sempre gli studiosi: l’affaticamento dorsale. È pur vero che lo stare in piedi in una piazza gremita di gente, che ti fotografa e schiamazza, che mangia gelati e patatine e beve e rutta e parla, che ti invoca o che -più giustamente- ti provoca (come è successo a Napoli), non è il luogo ideale per trovare la concentrazione e la disposizione che lo studio richiede.

Ma vogliono veramente studiare, leggere, apprendere queste Sentinelle? Credo che se questo fosse il reale scopo della loro azione, il mostrare come la loro presenza sia reale e culturale, be’, avrebbero affidato la protesta a mezzi meno populistici e smaccati di una “piazzata” autunnale. Del resto l’essere populistico di certe espressioni tradisce sempre un ritardo, un’isteria, una premonizione di sconfitta.

Il problema, in questo caso, non è avere un’idea diversa di società (ma poi: siamo sicuri che sia veramente “diversa”? Siamo sicuri che queste Sentinelle rappresentano l’alternativa alla società italiana e non siano invece l’espressione più genuina e dominante del nostro ritardo culturale, della nostra chiusura mentale, del nostro arroccamento socio-religioso?), ma rendere pubblica questa idea senza che nessuno dica niente, cioè in modo unilaterale. Inoltre, la protesta di queste Sentinelle è ancora più assurda dal momento che non combattono per ottenere maggiori diritti, ma perché questi diritti (di cui godono pienamente) non vengano estesi ad altri uomini.

Il bello della società è la partecipazione condivisa di tanti attori che portano valori diversi e si confrontano nello spazio aperto della società (o almeno, così dovrebbe essere, ma sono consapevole della grande distanza tra reale e ideale…), quindi il fatto che ci siano persone che sono intervenute alle veglie e hanno rotto il silenzio richiesto dalle Sentinelle è una cosa positiva, crea dialogo, è ricchezza, proprio come lo sono i libri che portate tra le mani cercando di servirvene come armi.

Il problema, care Sentinelle, è che avete preso male le misure, avete sbagliato su tutta la linea: i libri non sono armi, o se lo sono servono a combattere l’ignoranza, non a crearla; la società non è qualcosa a cui voi imponete il silenzio o il rumore a vostro piacimento (questo potete farlo nelle vostre riunioni segrete, come vi invito caldamente a fare, purché rimangano ben segrete e non le pubblicizzate più di tanto); lo spazio pubblico è di tutti, sia coloro che vogliono la famiglia di due persone eterosessuali, sia di quelli che la vogliono poliamorosa e omosessuale, perché la famiglia è innanzitutto un patto sociale riconosciuto dalla legge, diritto di tutti, uomo o donna che sia, etero o omo, e soprattutto, è scevro di tutti gli orpelli simbolici che vi ostinate a ribadire, e che comunque noi accettiamo sempre in virtù di quell’idea di società aperta, varia, ricca, mutevole, eteroculturale che vogliamo. Se vi appropriate della piazza per rinnegare i diritti degli omosessuali, noi la invaderemo per ribadire la validità di questi diritti, e per sottolineare come in un paese come l’Italia questi diritti siano ancora lontani da venire e la vostra presenza, oltre che ridicola, ostacola anche l’avvento di una società più moderna e più giusta.

Annunci