La formazione dello scrittore, 19 / Romolo Bugaro

di ilcorsarobianco

Adoro e ripropongo la serie di autoritratti intellettuali, della formazione degli scrittori proposta da Giulio Mozzi su Vibrisse. Oggi Romolo Bugaro.

“Passando da quello che ho letto a quello che non ho letto (e che pure conta, nella formazione dello scrittore) ecco alcuni libri importanti e/o capolavori abbandonati da ragazzo.”

vibrisse, bollettino

[Questo è il diciannovesimo articolo della serie La formazione dello scrittore, parallela alla serie La formazione della scrittrice (che per qualche settimana sarà sospesa, mentre le “formazioni” degli scrittori uscitanno sia il giovedì sia il lunedì). Ringrazio Romolo per la disponibilità. gm]

Sono stato fortunato, fortunatissimo. Sono nato in una famiglia senza particolari problemi economici e capace di offrire molte cose.
Mio padre, medico, era un uomo con mille interessi. Amava la musica, la storia, la letteratura. Avevamo la casa piena di libri. Edizioni e collane bellissime: la Medusa della Mondadori, gli Scrittori Stranieri della Utet.
Ricordo il suo primo consiglio. “Vedi se ti piace questo.” Era Vicolo Cannery di John Steinbeck. Ho cominciato a leggere, non mi piaceva granché. Forse rivendicavo una specie di autonomia di giudizio. Ben presto l’ho abbandonato.
Però sono rimasto sugli americani. Winseburg, Ohio di Sherwood Anderson è la prima lettura significativa di cui…

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